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MHP!

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My Home Please !


» MHP! cogliere il profondo significato del costruire sostenibile


My Home Please! è un'iniziativa di architettura per il sociale finalizzata, nei termini della ricerca, allo sviluppo di soluzioni abitative per i senzatetto.

L'idea di MHP! nasce all'interno delle mura della macroarea di Ingegneria dell'Università di Roma "Tor Vergata".

A fronte di una visione condivisa del ruolo dell'architettura come strumento di equalizzazione sociale, la professoressa Antonella Falzetti ha fondato il suo Laboratorio di Composizione Architettonica come luogo di confronto di idee e momento progettuale, ed è stata regista di un percorso multidisciplinare alla ricerca di soluzioni concrete e sostenibili per i tanti che si trovano senza fissa dimora. Tale risultato è stato raggiunto coinvolgendo studenti, dottorandi e laureandi, in un team che ha condensato conoscenze ed entusiasmo alla ricerca di una risposta concreta.

MHP! si pone l'obiettivo di reinterpretare i valori essenziali dell'abitare e recuperare il significato di rifugio stabile. Il team di MHP, coadiuvato dalla partecipazione della Comunità di Sant'Egidio, si è impegnato a mantenere una sinergia tra progettisti ed utenti attraverso una collaborazione attiva e consapevole tra le parti, ponendo assiduamente l'attenzione all'ascolto della voce dei protagonisti.L'opportunità di recuperare gesti della quotidianeità a fronte di un'offerta innovativa e sostenibile dell'abitare a misura degli homeless diviene veicolo per la loro reintegrazione sociale. Questa è la sfida di MHP!

» La vision di MHP!


Progettare soluzioni abitative minime, sostenibili, concepite come fattore di aggregazione, inclusione e di quotidiano miglioramento psico-fisico, rispondenti all’esigenza di una residenzialità transitoria, dotata in ogni caso, di tutti i requisiti per le più basilari necessità.
"Piu’ l’essere umano si sente fragile, piu’ necessità di un involucro che lo rassicuri."


Interpretare al meglio i valori essenziali dell’abitare recuperando il significato di rifugio stabile, luogo dove ci si puo’ proteggere dal mondo esterno, vissuto come fonte di pericolo.
"La casa come spazio introverso che protegge."


Contribuire, dalla formazione universitaria, ad istruire figure professionali sensibili ed attrezzate ad affrontare tematiche emergenti nei processi di interazione sociale, nella produzione di beni pubblici che aumentino il benessere della società, nell’apertura e nel confronto con le realtà del territorio.
"Consapevolezza del ruolo dell’ingegnere/architetto ethic-social."


Vivere e far vivere una solidarietà umana capace di trovare soluzioni concrete e sostenibili per i tanti che si trovano nello stato di senza fissa dimora.
"Percorso di reinserimento e acquisizione di capacità sociali minime."


Offrire alla città l’occasione di istituire con il senza tetto un rapporto di reciproco scambio conciliando e individuando le condizioni per una interazione positiva con la città. Un abitare che si invera nell’organizzazione di nuclei minimi, ricomposti in uno scenario ambientale che tende a riqualificare piccole porzioni urbane. E’ una inversione di significati, dove il ruolo degli Homeless e’ indirizzato attivamente al recupero della qualità e del decoro.
"Ognuno è potenzialmente in grado di offrire qualcosa a un altro."




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Ad oggi  My Home Please !   ha attuato e portato a termine due workshops di design, "HomeMore" e "HomeMore+", ed una mostra in occasione della manifestazione OpenHouse 2015, il cui esito si è risolto nella definizione progettuale di quattro prototipi di urban shelter.

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